Impatti modifiche normative

Si evidenziano alcune modifiche normative intervenute nel 2012 di maggior rilievo per Banca IFIS.

  • La vigente normativa prudenziale ai fini dell’individuazione delle esposizione scadute (Circolare n. 263 di Banca d’Italia) prevede a partire dall’1 gennaio 2012 l’applicazione del limite di 90 giorni in luogo del limite di 180 giorni utilizzato fino al 31 dicembre 2011. In tale data si è infatti concluso il periodo di proroga consentito da Basilea II per adeguare le normativa nazionali al limite di 90 giorni nell’individuazione del past due. Per Banca IFIS, tale modifica ha comportato un aumento delle esposizioni scadute pari al 27,3% sui dati al 31 dicembre 2011, per buona parte riferito alle posizioni verso la Pubblica Amministrazione e alle posizioni in prosolvendo.
  • La nuova normativa sui pagamenti, finalizzata a ridurre i tempi di incasso delle imprese e quindi la loro necessità di credito, rappresenta in realtà un'ulteriore opportunità di sviluppo del business per la Banca. Poiché infatti il fabbisogno finanziario complessivo del sistema non è comprimibile se non nel lungo periodo, a seguito di un radicale cambiamento strutturale che deve coinvolgere per prima la Pubblica Amministrazione, ad oggi l'effetto sostanziale della nuova normativa è quello di spostare la necessità di credito da un'impresa ad un'altra. In particolare, per quanto riguarda la filiera produttiva che riveste importanza predominante per la Banca, si prevede un tendenziale parziale spostamento della richiesta di credito dalle Imprese fornitrici (prevalentemente PMI) alle imprese clienti (di norma di maggiori dimensioni e valenza). Si assiste infatti a un crescente interesse da parte delle imprese committenti a favorire la cessione del credito da parte dei loro fornitori al fine di mantenere invariati gli attuali tempi di pagamento, accollandosi direttamente il debito e i costi oltre la nuova scadenza prevista dalla normativa. Se tale fenomeno può portare da un lato ad una tendenziale moderata contrazione della marginalità per la Banca (in considerazione del maggior merito creditizio dell'impresa cliente) dall'altro comporta sia un contenimento della rischiosità del portafoglio crediti (con particolare riferimento ai rischi di contestazione e/o contestazione della fornitura) sia nuove importanti opportunità di sviluppo indiretto dell'attività nei confronti delle imprese fornitrici, in forma convenzionata e con la collaborazione dell'impresa committente.
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