Contesto

Anche nel 2012 la crisi finanziaria mondiale ha continuato a far cambiare rapidamente scenari economici, geopolitici e reali; molta instabilità ha caratterizzato ogni paese della comunità europea fino alle dichiarazioni estive da parte del Presidente BCE Mario Draghi sulla irreversabilità del progetto Euro. Dichiarando la disponibilità della Bce di acquistare, per quantitativi illimitati, titoli pubblici a breve termine dei paesi in difficoltà (Outricht Monetary Transactions- OMT), la BCE ha arrestato la propagazione della crisi finanziaria. Dall’autunno, per il sistema bancario, il clima più rasserenato ha allentato il margine di manovra dal lato della provvista dei fondi permettendo alle banche di procedere verso un riequilibrio strutturale delle fonti di raccolta.

Dopo 5 anni dallo scoppio della crisi Globale l’economia internazionale non ha ancora trovato efficaci azioni di politica economica per lo stimolo alla crescita e i piani di austerity volti al contenimento di deficit e debito hanno avuto pesanti ripercussioni sull’economia reale.

In Italia nel 2012 il Pil, corretto per gli effetti di calendario, è diminuito del 2,2% rispetto all'anno precedente e il tasso di disoccupazione nella media 2012 è salito al 10,7% (8,4% nel 2011). L’indice di fiducia delle imprese è risultato in forte calo; l’economia produttiva ha continuato a soffrire sia per un calo della domanda, sia per carenza di opportunità di credito. Di fatto il perdurare della crisi ha portato ad un peggioramento della qualità del credito: il sistema bancario si è dimostrato molto selettivo nel cercare di dare finanza alle imprese solide. Tuttavia la propensione all’assunzione di rischio di credito è risultata in contrazione e questo non ha agevolato il settore delle imprese manifatturiere, portando ad un ulteriore peggioramento congiunturale. 

 

Gruppo Banca IFIS
  • Mondo PMI
  • youtube
  • Facebook
  • Twitter
  • slideshare
  • Linkedin
  • sr.png