Passivo

Sezione 1 – Debiti verso banche - Voce 10

1.1 Debiti verso banche: composizione merceologica

Tipologia operazioni/Componenti del gruppo 31.12.2012 31.12.2011
1. Debiti verso banche centrali 521.899 1.861.829
2. Debiti verso banche 35.424 139.905
2.1 Conti correnti e depositi liberi 29.630 7.790
2.2 Depositi vincolati 5.267 120.971
2.3 Finanziamenti - 8.568
  2.3.1 Pronti contro termine passivi - -
  2.3.2 Altri - 8.568
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - -
2.6 Altri debiti 527 2.576
Totale 557.323 2.001.734
Fair value 557.323 2.001.734
 

I debiti verso banche centrali si riferiscono a operazioni di rifinanziamento presso Eurosistema effettuate utilizzando sia parte dei titoli di debito in portafoglio, sia i titoli ottenuti dall’operazione di autocartolizzazione di crediti commerciali “IFIS Collection Services”.

Il fair value dei debiti verso banche risulta allineato al relativo valore di bilancio in considerazione del fatto che i depositi interbancari sono di breve o brevissima scadenza.

1.4 Debiti verso banche oggetto di copertura specifica

Tra i debiti verso banche è iscritto per 527 mila euro un mutuo passivo, il quale è oggetto di copertura specifica da rischio di flussi finanziari. Tale copertura è realizzata mediante interest rate swap che al 31 dicembre 2012 è iscritto a fair value nella voce del passivo per 3 mila euro.

Sezione 2 – Debiti verso clientela – Voce 20

2.1 Debiti verso clientela: composizione merceologica

Tipologia operazioni/Componenti del gruppo 31.12.2012 31.12.2011
1. Conti correnti e depositi liberi 407.219 494.482
2. Depositi vincolati 2.659.898 1.100.469
3. Finanziamenti 4.043.585 53.514
  3.1 pronti contro termine passivi 4.039.330 49.127
  3.2 altri 4.255 4.387
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali -
5. Altri debiti 8.306 8.759
Totale 7.119.008 1.657.224
Fair value 7.122.166 1.658.861
 

I conti correnti e i depositi liberi in essere al 31 dicembre 2012 includono, per 386.278 mila euro, la raccolta effettuata con il conto deposito rendimax libero, mentre nella sottovoce depositi vincolati è inclusa, per 2.659.894 mila euro, la raccolta effettuata mediante rendimax vincolato e rendimax like.

I pronti contro termine passivi sono stati effettuati con controparte Cassa di Compensazione e Garanzia e aventi come sottostante Titoli di Stato.

Si evidenzia che Banca IFIS non effettua operazioni denominate “term structured repo”.

Gli altri finanziamenti sono relativi al debito per locazione finanziaria iscritto in applicazione del metodo finanziario previsto dallo IAS 17 all’immobile in leasing, ex sede della società incorporata Toscana Finanza, oggi sede della divisione crediti di difficile esigibilità (NPL), come dettagliato al successivo paragrafo 2.5.

La voce altri debiti si riferisce a debiti verso clienti cedenti portafogli di crediti fiscali o non performing con regolazione del prezzo differita.

2.5 Debiti per leasing finanziario

  31.12.2012 31.12.2011
Debiti per leasing finanziario 4.255 4.387
 

Il debito suesposto è relativo al leasing finanziario immobiliare stipulato dalla ex società Toscana Finanza S.p.A. nel 2009 per l’immobile sito in Firenze adibito a sede della società, oggi sede della divisione crediti di difficile esigibilità (NPL). Il contratto stipulato con Centro Leasing S.p.A. prevede una durata di 18 anni (dal 01.03.2009 al 01.03.2027), con pagamento di 216 rate mensili di 28.490 euro, comprensive di quota capitale, interessi ed una opzione di acquisto al termine del contratto di 1.876.800 euro.

Sezione 4 – Passività finanziarie di negoziazione - voce 40

4.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

Tipologia operazioni / Componenti del gruppo 31.12.2012 31.12.2011
  VN FV FV * VN FV FV *
    Livello 1 Livello 2 Livello 3     Livello 1 Livello 2 Livello 3  
A. Passività per cassa                      
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela  - - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
  3.1 Obbligazioni - - - - - - - - - -
    3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
   3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - X
  3.2 Altri titoli - - - -   - - - -  
     3.2.1 Strutturati - - - - X - - - - X
    3.2.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale A - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati                    
1. Derivati finanziari - - 389     - 201 399  
  1.1 Di negoziazione X - - 389 X X - 201 399 X
  1.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X
  1.3 Altri X - - - X X - - - X
2. Derivati creditizi   - - -     - - -  
  2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X
  2.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X
  2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B   - - 389 - - - 201 399  
Totale (A+B) X - - 389 X X - 201 399 X
Legenda FV = fair value FV* = fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione VN = valore nominale o nozionale

Sezione 6- Derivati di copertura - voce 60

6.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli gerarchici

  Fair value 31.12.2012   Fair value 31.12.2011      
  L1 L2 L3 VN
31.12.2012
L1 L2 L3 VN
31.12.2011
A) Derivati finanziari - - 3 527 - - 34 2.576
  1) Fair value - - - - - - - -
  2) Flussi finanziari - - 3 527 - - 34 2.576
  3) Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
  1) Fair value - - - - - - - -
  2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - - 3 527 - - 34 2.576
Legenda VN = valore nominale L1 = livello 1 L2 = livello 2 L3 = livello 3

La voce è interamente riferita ad un interest rate swap a copertura del rischio di flussi finanziari su un mutuo passivo.

6.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura

Operazioni/Tipo copertura Fair value Flussi finanziari   Investim.Esteri  
  Specifica Generica Specifica Generica  
  rischio di tasso rischio di cambio rischio di credito rischio di prezzo più rischi        
1. Attività finanziarie disponibili per la vendita  -  -  -  -  - X  - X X
2. Crediti  -  -  - X  - X  - X X
3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza X  -  - X  - X  - X X
4. Portafoglio  -  -  -  -  -  -  -  - X
5. Altre operazioni X X X X X X X X  -
Totale attività - - - - - - - - -
1. Passività finanziarie 3  -  - X  - X  - X X
2. Portafoglio  -  -  -  -  -  -  -  - X
Totale passività 3 - - - - - - -
1. Transazioni attese X X X X X X  - X X
2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X X X  -  -
 

Sezione 8 – Passività fiscali – Voce 80

Si veda la sezione 14 dell’attivo.

Sezione 10 - Altre passività - Voce 100

10.1 Altre passività: composizione

  31.12.2012 31.12.2011
- Ratei e risconti passivi 17.430 8.111
- Debiti verso Erario ed Enti Previdenziali 8.783 5.825
- Debiti verso fornitori 6.421 5.550
- Somme a disposizione della clientela 5.171 3.024
- Debiti verso il personale 2.326 2.137
- Altri debiti 75.442 20.952
Totale 115.573 45.599
 

La voce ratei e risconti passivi è composta prevalentemente da quote di commissioni di gestione e garanzia dei crediti acquistati nell’ambito dell’attività di factoring, che vengono rilevate a conto economico in funzione della loro durata.

La voce debiti verso Erario ed Enti Previdenziali include l’importo, pari a 5.151 mila euro, delle ritenute d’acconto da versare effettuate sugli interessi riconosciuti alla clientela, in particolare sul conto deposito on line rendimax.

Gli altri debiti si riferiscono, per 39.006 mila euro, all’ammontare delle partite da accreditare alla clientela in attesa di imputazione e, per 741 mila euro, all’ammontare delle partite illiquide da accreditare alla clientela per effetti la cui valuta economica non è ancora giunta a maturazione. Si riferiscono inoltre per 30.302 mila euro a debiti verso la controllante La Scogliera S.p.A. derivanti dall’applicazione dell’istituto della tassazione di gruppo (consolidato fiscale) ai sensi degli art.117 e seguenti del D.P.R. 917/86 e rappresentano il debito di Banca IFIS per Ires corrente al netto degli acconti versati nel corso dell’esercizio e a crediti Ires di annualità pregresse. Il risultato, in termini di reddito imponibile, tiene conto della compensazione delle perdite fiscali della controllante secondo la procedura prevista dalla normativa in oggetto nonché sulla base degli specifici accordi stipulati fra le società del Gruppo.

Sezione 11 - Trattamento di fine rapporto del personale - Voce 110

11.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

  31.12.2012 31.12.2011
A. Esistenze iniziali 1.449 1.060
B. Aumenti 272 627
B.1 Accantonamento dell'esercizio 50 122
B.2 Altre variazioni 222 505
C. Diminuzioni 156 238
C.1 Liquidazioni effettuate 151 160
C.2 Altre variazioni 5 78
D. Rimanenze finali 1.565 1.449
Totale 1.565 1.449
 

Le altre variazioni in aumento includono l’effetto dell’attualizzazione del fondo maturato sino al 31 dicembre 2006 e rimasto in azienda.

Le liquidazioni effettuate rappresentano invece i benefici pagati ai dipendenti nell’esercizio.

In conformità a quanto richiesto dall’ESMA nel documento "European common enforcement priorities for 2012 financial statements" del 12 novembre 2012, si evidenzia che per l’attualizzazione è stato considerato il tasso di interesse basato sul tasso di rendimento di un benchmark di titoli emessi da emittenti corporate europei con rating AA per durate maggiori di 10 anni. Al 31 dicembre 2011 era stato utilizzato la curva dei tassi Italian Government opportunamente interpolata per le scadenze intermedie. Il cambiamento del tasso di attualizzazione è stato reso opportuno dall’attuale contesto economico che ha comportato un’accentuata volatilità dei tassi dei titoli governativi italiani. L’impatto di tale cambiamento è ricompreso nella voce “altre variazioni” in aumento.

11.2 Altre informazioni

I principi contabili IAS/IFRS prevedono che le passività a carico dell’impresa, per le indennità che saranno riconosciute ai dipendenti al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, quali il trattamento di fine rapporto, siano stanziate in bilancio sulla base di una valutazione attuariale dell’ammontare che sarà riconosciuto alla data di maturazione.

In particolare, tale accantonamento deve tenere conto dell’ammontare già maturato alla data di bilancio, proiettandolo nel futuro per stimare l’ammontare da pagare al momento della risoluzione del rapporto di lavoro. Tale somma viene in seguito attualizzata per tenere conto del tempo che trascorrerà prima dell’effettivo pagamento.

A seguito dell’entrata in vigore della Legge Finanziaria 2007, che ha anticipato all’1 gennaio 2007 la riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252, le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dall’1 gennaio 2007 devono, a scelta del dipendente, essere destinate a forme di previdenza complementare ovvero essere mantenute in azienda ed essere trasferite da parte di quest’ultima ad un apposito fondo gestito dall’INPS.

L’entrata in vigore della suddetta riforma ha comportato una modifica del trattamento contabile del TFR sia con riferimento alle quote maturate sino al 31 dicembre 2006, sia con riferimento alle quote maturande dall’1 gennaio 2007.

In particolare:

- le quote del trattamento di fine rapporto del personale maturande dall’1 gennaio 2007 configurano un “piano a contribuzione definita” sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza

complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l’INPS. L’importo delle quote deve, pertanto, essere determinato sulla base dei contributi dovuti senza l’applicazione di metodologie di calcolo attuariali;

- il trattamento di fine rapporto del personale maturato al 31 dicembre 2006 continua ad essere considerato come “piano a benefici definiti” con la conseguente necessità di continuare ad effettuare una valutazione attuariale che tuttavia, rispetto alla metodologia di calcolo applicata sino al 31 dicembre 2006, non comporta più l’attribuzione proporzionale del beneficio al periodo di lavoro prestato. Ciò in quanto l’attività lavorativa da valutare si considera interamente maturata per effetto della modifica della natura contabile delle quote che maturano a partire dall’1 gennaio 2007.

Sezione 12 – Fondi per rischi e oneri - Voce 120

12.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

Voci/Componenti 31.12.2012 31.12.2011
1 Fondi di quiescenza aziendali - 407
2. Altri fondi per rischi ed oneri 1.549 -
  2.1 controversie legali 1.355 -
  2.2 oneri per il personale - -
  2.3 altri 194 -
Totale 1.549 407

Fondi di quiescenza aziendali

Il valore del fondo rischi ed oneri al 31 dicembre 2011 derivava dall’aggregazione aziendale con il Gruppo Toscana Finanza avvenuta il 30 giugno 2011, ed era sostanzialmente costituito dal “Fondo di trattamento fine mandato amministratori”, completamente utilizzato nel corso dell’esercizio 2012.

Controversie legali

La Banca, supportata dal parere dei propri legali, ha provveduto ad accantonare al 31 dicembre 2012 l’importo di 1.025 mila euro a fronte della definizione, ritenuta probabile, di una causa con la curatela fallimentare di un ex-cliente, che ha convenuto in causa la Banca chiedendo l’accertamento della nullità del contratto di factoring, dell’inopponibilità delle cessioni, nonché la revoca ex art. 67 1° e 2° comma L.F. ed art. 2901 c .c. di quelle intervenute nell’anno e nel semestre antecedente alla dichiarazione di fallimento per un importo di 4.923 mila euro. La Banca si è costituita in giudizio contestando le richieste della procedura. In corso di causa la Banca ha proposto alla curatela fallimentare un accordo transattivo che prevede la chiusura del giudizio con il pagamento a saldo e stralcio dell’importo di in milione di euro.

La Banca ha inoltre provveduto, supportata dal parere dei propri legali, ad accantonare al 31 dicembre 2012 l’importo di 330 mila euro a fronte della definizione, ritenuta probabile, di una causa con un debitore ceduto, che ha citato la Banca chiedendo la restituzione di incassi per un importo complessivo di 859 mila euro in quanto relativi a crediti inesistenti.

Altri (contenziosi fiscali)

In data 25 luglio 2008 ha avuto inizio un controllo fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale del Veneto per l’anno d’imposta 2005. Tale controllo si è concluso in data 5 dicembre 2008 con il rilascio del processo verbale di constatazione, dal quale sono emersi due rilievi, entrambi collegati alla corretta determinazione del plafond di deducibilità dei crediti ex articolo 106, terzo comma, del DPR 917/86, per complessivi euro 1.447 mila. Peraltro, considerato che il meccanismo del plafond pone dei limiti alla deducibilità delle svalutazioni su crediti e che l’eccedenza (derivante dal raffronto tra plafond e svalutazioni nette effettuate) è deducibile per quote costanti nei diciotto esercizi successivi, l’applicazione del criterio indicato nel citato processo verbale di constatazione comporterebbe un beneficio fiscale per la Banca per gli esercizi successivi al 2005.

Nel processo verbale di constatazione sopra citato è stata inoltre stata fatta una segnalazione relativamente ad una presunta operazione elusiva di cui all’articolo 37-bis del D.P.R. 600/73 afferente la svalutazione, effettuata nell’anno 2003, della partecipazione in Immobiliare Marocco S.p.A. (società fusa per incorporazione nell'Emittente con atto del 19 ottobre 2009), dedotta in quinti negli esercizi successivi sulla base delle perdite rilevate da tale società ai sensi degli articoli 61 e 66 del D.P.R. 917/86 (in vigore fino al 31 dicembre 2003). In data 2 febbraio 2009 è stato notificato un avviso da parte dell’Agenzia che ha richiesto di produrre chiarimenti in merito all’operazione di svalutazione, a cui la Banca ha prontamente risposto.

Sempre con riferimento alla segnalazione relativa alla presunta operazione elusiva, in data 3 dicembre 2009 è stato notificato alla Banca un avviso di accertamento per l’anno 2004 in cui l’Agenzia delle Entrate rettifica il reddito per l’anno 2004 ai fini Ires, applicando la norma antielusiva di cui all’articolo 37-bis del DPR 600/73 per complessivi euro 837 mila, con una maggiore imposta dovuta per l’anno di imposta in questione pari a circa euro 276 mila più interessi e sanzioni.

In data 21 giugno 2010 è stato notificato alla Banca un avviso di accertamento per l’annualità successiva, in cui l’Agenzia delle Entrate rettifica il reddito per l’anno 2005 ai fini Ires, applicando la norma antielusiva di cui all’articolo 37-bis del DPR 600/73, per complessivi euro 837 mila, con una maggiore imposta dovuta per l’anno di imposta in questione pari a circa euro 276 mila più interessi e sanzioni. Lo stesso avviso di accertamento, per l’annualità 2005, recuperava a tassazione la quota relativa alla rideterminazione del plafond di deducibilità delle perdite su crediti in merito ai due rilievi sopra descritti per complessivi euro 1.447 mila, con una maggiore imposta dovuta per l’anno 2005 pari a circa euro 478 mila più interessi e sanzioni.

Successivamente, entro la chiusura dell’esercizio 2010 è giunta alla Banca comunicazione di annullamento in autotutela per gli avvisi di accertamento emessi sull’annualità 2005.

In merito all’avviso di accertamento per l’annualità 2004, in data 22 febbraio 2011 si è discusso il ricorso avanti la commissione tributaria provinciale di primo grado di Venezia. In data 29 giugno 2011 è stata emessa la sentenza dalla CTP di Venezia che ha rigettato il ricorso presentato. In data 7 novembre 2011 è stata notificata alla Banca la cartella di pagamento per le somme iscritte a ruolo a valle della sentenza di primo grado, come previsto dalla normativa in materia di accertamento e riscossione, pari a complessivi 423 mila euro, versati da Banca IFIS in data 29 dicembre 2011. Si è proceduto quindi a presentare il ricorso in commissione tributaria Regionale avverso la sentenza in oggetto. In data 25 settembre 2012 si è discusso il ricorso avanti la commissione tributaria regionale di secondo grado di Venezia. In data 18 ottobre 2012 è stata emessa la sentenza dalla CTR di Venezia che ha accolto l’appello di Banca IFIS SpA e di La Scogliera SpA e in totale riforma della sentenza di primo grado ha proceduto ad annullare gli avvisi di accertamento impugnati, relativi all’annualità 2004, e ha condannato l’Ufficio a rifondere alle società appellanti le spese di entrambi i gradi di giudizio.

Come conseguenza della sentenza di secondo grado, l’Agenzia delle Entrate è tenuta a restituire le somme versate dalla Banca in seguito all’esito negativo del primo appello, ed iscritte a credito nella contabilità della Banca, per un importo pari a 423 mila euro.

In data 22 agosto 2012 è stato notificato alla Banca un avviso di accertamento sull’annualità 2005 strettamente correlato agli avvisi che erano stati notificati nel corso del 2010 e successivamente annullati in autotutela entro la fine dello stesso anno. L’avviso di accertamento notificato, oltre a contenere le stesse contestazioni e pertanto richieste di somme (quanto a imposte e sanzioni) inserite nel precedente avviso poi annullato, ipotizza come elusive anche alcune operazioni di trading e prestito titoli contestando la deduzione di somme, quali minusvalenze indeducibili e manufactured dividend, per complessivi 6.293 mila euro; la maggiore imposta complessivamente richiesta per quest’ultimo rilievo ammonta a totale 2.076 mila euro, più interessi e sanzioni.

Il totale ripreso a tassazione nell’avviso di accertamento in questione ammonta pertanto a 8.576 mila euro, con una maggiore imposta per l’anno di imposta in questione pari a 2.830 mila euro. L’avviso di accertamento, che ad oggi è oltre il termine di scadenza naturale per la sua emissione che corrisponde al 31 dicembre 2010, è stato inviato sulla base dell’ipotesi formulata dall’ufficio di essere in presenza di uno dei presupposti che la norma prevede per il raddoppio dei termini ovvero l’ipotesi che vi sia una fattispecie penalmente sanzionata.

In merito a tale avviso di accertamento la Banca ha inoltrato istanza di accertamento con adesione, al fine di verificare la disponibilità dell’ufficio a rivedere le proprie posizioni che, però, non ha ottenuto esito positivo; l’Agenzia delle Entrate ha preferito infatti proseguire nel contenzioso, presentando inoltre ricorso in Cassazione relativo all’avviso di accertamento 2004 e costringendo di fatto la Banca alla presentazione del controricorso per Cassazione, depositato nei termini il 29 gennaio 2013. La lettura del ricorso per Cassazione dell’Agenzia delle Entrate evidenzia tutta la debolezza della tesi accusatoria già manifestata nei precedenti gradi di giudizio, per cui i consulenti fiscali che assistono la Banca nel procedimento ritengono non probabile la possibilità di soccombenza. Pertanto la Banca non ha effettuato accantonamenti a fronte del rischio di contenzioso fiscale in oggetto.

Il ricorso avverso l’avviso di accertamento sull’annualità 2005 è stato depositato in data 11 febbraio 2013.

Il ricorso, prima che entrare nel merito dei singoli rilievi e degli errori di valutazione operati dall’Ufficio, si sofferma ampiamente sulle cause che dovrebbero portare i giudici ad annullare completamente l’avviso emesso. Sono state, infatti, commesse gravi scorrettezze di natura sostanziale che devono comportare la totale nullità dell’atto: la preordinata denuncia penale atta ad ottenere il raddoppio dei termini che si è tradotta con un non luogo a procedere da parte del Pubblico Ministero; una serie di avvisi di accertamento emessi e poi annullati in autotutela; vizi di varia natura contenuti nell’ultimo atto emesso.

Oltre a ciò sono state ampliate e circostanziate con dovizia le tesi difensive già espresse all’interno dell’istanza di adesione. Di nuovo è stata evidenziata la fragilità della contestazione della svalutazione della partecipazione di Immobiliare Marocco resa oggi ancor più evidente dalla vittoria in secondo grado per il 2004 e che a questo punto trascinerebbe tutte le annualità successive.

Nel ricorso sono poi state argomentate le ragioni per le quali le contestazioni relative al plafond di deducibilità dei crediti sono errate sia per quanto riguarda l’impostazione e la lettura data dai verificatori all’interno del pvc in sede di verifica sia e ancor di più alla luce delle successive modifiche ed integrazioni delle norme che regolano i principi di determinazione del reddito dei soggetti IAS Adopter a regime e in sede di FTA.

Per quanto riguarda le contestazioni legate alle operazioni in titoli, il ricorso ha evidenziato che si è trattato di operazioni che hanno prodotto dei risultati economici positivi per la Banca al netto dell’effetto fiscale, e non erano affatto totalmente prive di rischio o poste in essere precostituendo fin dall’origine le condizioni per neutralizzare ogni utile o perdita dall’operazione. Le opzioni incrociate call e put hanno avuto soltanto l’effetto di limitare il rischio di perdite e la prospettiva di extra-rendimenti, senza peraltro escluderle del tutto, come affrettatamente affermato nell’avviso di accertamento. Soprattutto, le operazioni contestate hanno semplicemente applicato il regime all’epoca vigente, senza alcun aggiramento della normativa o dei principi ad essa sottostanti; infatti, il sistema scaturito dalla riforma del 2004 si connota per un doppio regime di circolazione delle partecipazioni, per cui non vi è nulla di anomalo nell’effettuazione di operazioni di trading azionario di breve periodo, relativamente a partecipazioni che non vengono classificate nel comparto Pex, con incasso di dividendi parzialmente esenti e minusvalenze deducibili.

Si è poi provveduto a richiedere in ogni caso la rideterminazione degli importi contestati che non tenevano conto delle componenti positive che hanno partecipato alla determinazione del reddito quali componenti imponibili.

Per quanto sopra esposto i consulenti fiscali cui è stata affidata la cura del contenzioso del ricorso hanno espresso la ragionevole convinzione che sia possibile sostenere validamente la posizione della Banca, e dunque non probabile la possibilità di soccombenza.

Tuttavia è necessario tenere in considerazione la Circolare di Banca d’Italia del 8 agosto 2012 nella quale viene precisato come gli intermediari debbano valutare, nel caso in cui si trovino a dover pagare all’erario un certo importo a seguito dell’iscrizione a ruolo di maggiori imposte e correlati interessi e sanzioni, se ci si trovi in presenza o meno di un’attività potenziale (contingent asset) come definita dallo IAS 37. Sulla base di tale principio contabile l’attività non dovrebbe essere rilevata qualora il realizzo della stessa non sia virtualmente certo, e le somme pagate all’erario vanno dunque iscritte a costo e non rilevate come crediti verso l’erario.

In seguito alla presentazione del ricorso verso l’avviso di accertamento 2005 è probabile che la Banca dovrà effettuare il pagamento delle somme provvisoriamente iscritte a ruolo(1) che potrebbero esser richieste prima del giudizio di primo grado sulle uniche contestazioni non considerate elusive e quantificabili nella misura di 1/3 della maggiore imposta e interessi (trattasi in particolare delle maggiori imposte eventualmente dovute in ragione della soccombenza sulle contestazioni legate alla determinazione del plafond di deducibilità dei crediti).

In considerazione di quanto esposto viene iscritto un accantonamento al fondo rischi per contenzioso fiscale di 159 mila euro a titolo di maggiore imposta e di euro 35 mila euro a titolo di interessi, per un totale di euro 194 mila euro a fronte della probabile iscrizione provvisoria a ruolo in seguito al ricorso, come previsto dalla Circolare Banca d’Italia dell’8 agosto 2012, e di non procedere ad alcun accantonamento a fronte del rischio di soccombenza nel contenzioso fiscale in corso.

(1) Le iscrizioni provvisorie a ruolo sono quelle eseguite in base ad un avviso di accertamento non definitivo, perché impugnato. Il ricorso, proposto contro un avviso di accertamento, non ne sospende l’esecuzione; in pendenza del giudizio di primo grado e di secondo grado, può essere riscossa una parte dell’imposta accertata, con gli interessi e con una parte delle sanzioni irrogate. In particolare, in ambito di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto, dopo la notifica dell'avviso di accertamento, l'Ufficio può iscrivere a ruolo 1/3 delle imposte e degli interessi accertati. In relazione alle contestazioni che abbiano a che fare con la norma antielusiva di cui all’art. 37 bis del DPR 600/73 non sono iscrivibili a ruolo le somme dovute prima del giudizio di primo grado (comma 6, art. 37 bis, DPR 600/73).Successivamente alle sentenze delle commissioni tributarie, diventano esigibili ulteriori frazioni del dovuto, in relazione al contenuto della decisione ed al grado dell'organo giudicante.

12.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

Voci/Componenti 31.12.2012
  Fondi di quiescenza Altri fondi
A. Esistenze iniziali 407 -
B. Aumenti - 1.549
B.1 Accantonamento dell'esercizio - 1.549
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo - -
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - -
B.4 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni 407 -
C.1 Utilizzo nell'esercizio 407 -
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - -
C.3 Altre variazioni - -
D. Rimanenze finali - 1.549

Sezione 15 – Patrimonio del gruppo – Voci 140, 160, 170, 180, 190, 200 e 220

15.1 Capitale e azioni proprie: composizione

Voce   31.12.2012 31.12.2011
190 Capitale sociale (in migliaia di euro) 53.811 53.811
  Numero azioni ordinarie 53.811.095 53.811.095
  Valore nominale azioni ordinarie 1 euro 1 euro
200 Azioni proprie (in migliaia di euro) 1.340 3.968
  Numero azioni proprie 259.905 997.190
 

15.2 Capitale - numero azioni della capogruppo: variazioni annue

Voci/Tipologie Ordinarie Altre
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 53.811.095 -
  - interamente liberate 53.811.095 -
  - non interamente liberate - -
A.1 Azioni proprie (-) (997.190) -
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 52.813.905 -
B. Aumenti 1.652.380 -
B.1 Nuove emissioni - -
  - a pagamento: - -
    - operazioni di aggregazioni di imprese - -
    - conversione di obbligazioni - -
    - esercizio di warrant - -
    - altre - -
  - a titolo gratuito: - -
    - a favore dei dipendenti - -
    - a favore degli amministratori - -
    - altre - -
B.2 Vendita di azioni proprie 1.652.380 -
B.3 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni 915.095 -
C.1 Annullamento - -
C.2 Acquisto di azioni proprie 915.095 -
C.3 Operazioni di cessione di imprese - -
C.4 Altre variazioni - -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 53.551.190 -
D.1 Azioni proprie (+) 259.905 -
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 53.811.095 -
  - interamente liberate 53.811.095 -
  - non interamente liberate - -
 

15.3 Capitale: altre informazioni

Il capitale sociale è composto da n. 53.811.095 azioni ordinarie di nominali 1 euro cadauna per le quali non sono previsti diritti, privilegi e vincoli, inclusi i vincoli nella distribuzione dei dividendi e nel rimborso del capitale. 

15.4 Riserve di utili: altre informazioni

Voci/Componenti 31.12.2012 31.12.2011
Riserva legale 10.762 10.762
Riserva straordinaria 67.551 57.725
Altre riserve 6.058 2.783
Totale riserve di utili  84.371 71.270
Riserva acquisto azioni proprie 1.340 3.968
Riserva futuro acquisto azioni proprie 18.660 16.032
Totale voce 170 riserve 104.371 91.270
 

Altre informazioni

1. Garanzie rilasciate e impegni

Operazioni 31.12.2012 31.12.2011
1) Garanzie rilasciate di natura finanziaria 31.433 4.941
  a) Banche 8.814 4.714
  b) Clientela 22.619 227
2) Garanzie rilasciate di natura commerciale - -
  a) Banche - -
  b) Clientela - -
3) Impegni irrevocabili a erogare fondi 207.721 599.346
  a) Banche 187.879 570.000
    i) a utilizzo certo 187.879 570.000
    ii) a utilizzo incerto - -
  b) Clientela 19.842 29.346
    i) a utilizzo certo -  
    ii) a utilizzo incerto 19.842 29.346
4) Impegni sottostanti ai derivati su crediti: vendite di protezione - -
5) Attività costituite in garanzia di obbligazioni di terzi - -
6) Altri impegni 33.004 40.892
Totale 272.158 645.179
 

Le garanzie rilasciate di natura finanziaria verso clientela sono sostanzialmente riferite alla garanzia rilasciata a favore di cedenti per crediti fiscali incassati.

La voce Impegni irrevocabili a erogare fondi verso Banche si riferisce per 187,5 milioni di euro a titoli di debito acquistati ma non ancora regolati al 31 dicembre 2012.

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